Contributo: Cappellari

La biologia “integrata” del diabete di tipo II

Titolo tradotto

La biologia “integrata” del diabete di tipo II.

Abstract tradotto

Obesità e diabete di tipo II sono le patologie metaboliche più frequenti, tuttavia le loro cause restano largamente sconosciute. L’insulino-resistenza, alterazione sottostante entrambe le condizioni, deriva dallo squilibrio tra intake e dispendio energetico, che favorisce i meccanismi di accantonamento energetico. Tale meccanismo si è evoluto per massimizzare l’utilizzo energetico e garantire un’adeguata disponibilità di substrati all’encefalo. In una fase iniziale, la disfunzione del tessuto adiposo bianco ed i metaboliti circolanti modulano la comunicazione tissutale e la via di segnalamento dell’insulina. Tuttavia, quando lo squilibrio energetico si cronicizza, tali aterazioni progrediscono più velocemente per l’attivazione di meccanismi pro-infiammatori. Qui riassumiamo gli studi recenti che approfondiscono i meccanismi coinvolti nell’insulino-resistenza e nell’aumentata gluconeogenesi epatica in associazione ad obesità e diabete di tipo II, con particolare attenzione agli studi umani ed a quelli condotti in modelli animali rilevanti.

Commento editoriale

In quest’occasione ritengo, invece che un lavoro clinico o sperimentale, valga la pena segnalare una bella review. Si tratta di un lavoro non troppo esteso ma che sintetizza al meglio le attuali conoscenze relative ai meccanismi molecolari coinvolti nella fisiopatologia del diabete di tipo 2, tra le principali alterazioni metaboliche associate ad obesità.

La rivista che la pubblica, Nature, non può che essere una garanzia di un lavoro accurato, esaustivo e soprattutto interessante. Ed infatti, malgrado l’argomento sia generalmente ben conosciuto, il paper riesce a presentare, in luce anche nuova, numerosi fattori e meccanismi implicati nella fisiopatologia del diabete di tipo II e soprattutto si pone nell’ottica di provare ad unificare le conoscenze in una biologia “integrata”, come del resto suggerito già nel titolo.

Nello studio dei meccanismi molecolari sottostanti qualunque condizione patologica, si è passati quasi sempre dall’identificazione di una proteina, allo studio di intere cascate di segnale ed all’indagine di meccanismi molecolari più complessi. E’ evidente nei fatti che questo approccio non è ancora, in molti casi, del tutto sufficiente. Il frequente riscontro in letteratura di risultati che dimostrano alterazioni apparentemente paradossali per alcuni marcatori ne costituisce un forte indizio. Tuttavia va considerato che un approccio integrato, ovvero basato sullo studio complessivo dei network di segnalamento intracellulare, intercellulare, intratissutale e sistemico risulta molto difficile. L’utilizzo crescente di tecnologie high-throughput, di analisi di big-data anche mediante intelligenza e modelling artificiale non potrà che contribuire a migliorare le conoscenze in tal senso.

Tuttavia dal lato pratico attuale, si potrebbe dire “al letto del malato” ed in attesa di una medicina sempre più personalizzata, è necessario distillare tale mole di informazioni per ottenere dei messaggi semplificati e per quanto possibile chiari. Anche in tal senso la review di Roden e Shulman contribuisce a fornire un ottimo e ben ponderato strumento di aggiornamento delle attuali conoscenze riguardo questa condizione di alterazione metabolica che costituisce una importante complicanza dell’obesità.

Autore del commento: Gianluca Gortan Cappellari

Estremi bibliografici

M. Roden and G.I.Shulman

The integrative biology of type 2 diabetes

Nature 576, 51–60 (2019) doi:10.1038/s41586-019-1797-8

Link Pubmed

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31802013

2020-01-14T13:09:10+01:00

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